A passo di mucca – Sagra della transumanza ‘09, Nebbiuno (NO)

Le mucche sono scese dall’alpeggio, campanaccio al collo che scandisce il passo sicuro e incurante della folla accorsa ad accoglierle. Guidate da pazienti pastori, non esitano a lasciare genuini ricordi che più naturali non si può -passateci l’eufemismo-, eleganti nella loro nonchalance. Seguono nutriti esemplari equini, cavalcati da fidi compagni di viaggio. Chiudono il corteo solari ovini, tra cui una capretta ribelle di quelle che “ciao” lo fanno sul serio, fuggendo per i boschi. Una curiosa fauna umana saltella tra i souvenir biologici pur di prendere parte a un tale idillio bucolico.
Sono circa le quattro e mezza del pomeriggio di domenica 18 ottobre e ci troviamo a Nebbiuno, delizioso paesino del Vergante, dove un’attività antica come la transumanza non solo vive tuttora, ma viene festeggiata con un entusiasmo tale da creare un quadretto tanto ameno come quello appena descritto. Moltissime sono le persone che vi hanno preso parte, sia come organizzatori sia come avventori che come attori: pastori, espositori di enogastronomia e artigianato, cuochi, portavoci delle antiche usanze, fruitori delle attività proposte, tutti hanno contribuito in egual modo a dipingere così vivacemente una domenica autunnale già brillante di suo. E che anacronistico connubio! Da un lato trattori antichi in fiera e rievocazioni della vita di una volta e, sopra la testa, un elicottero sorvola il lago Maggiore per concedere a chi vuole l’ebbrezza del panorama dall’alto.
Tra marchin’ band, filatrici di lana, castagne e vinelli si è creata una transumanza di persone in cortocircuito con quella del vero protagonista della festa, il bestiame, davvero portatrice di speranza per la sopravvivenza delle tradizioni pastorizie. Lunga vita al settore primario! Grazie alla scrupolosa organizzazione, così ligia nel riproporre le usanze d’antan così come nell’affrontare lunghe code di viandanti affamati e nell’offrire navette gratuite dal parcheggio alla festa e viceversa.

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  • È un piacere leggere articoli coinvolgenti come questo, scrivi così bene che mi è sembrato di essere per un attimo là nel Vergante insieme a te; leggere questo post è stata un momento di pausa perfetto per fantasticare.

    Complimenti Antonella, continua così! :D

    Marco
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